sabato 19 novembre 2011

Metteva l'amore. Bug, crash, Italietta

La chiamavano bocca di rosa, metteva l'amore, metteva l'amore.
C'era una volta un piccolo, insignificante concorso pubblico. E c'era una volta un anonimo¬ dipendente pubblico lungimirante, che, temendo che il concorso andasse deserto, ha deciso di pubblicizzarlo. Dall'altra parte c'era un ragazzo che, visto pubblicizzato il concorso, ha pensato di iscriversi, più per interesse personale che altro, visto che si tratta di un lavoretto minuscolo. Per la gloria, diciamo.
Lei lo faceva per passione.
Il ragazzo ha così fatto quello che pensava fosse ovvio fare: seguire le istruzioni alla lettera. Tuttavia, ha involontariamente fatto scattare un "bug" nel concorso, che di conseguenza è "crashato", facendo slittare l'assegnazione, con conseguente piccolo disastro burocratico (e anche organizzativo).
Ma la passione spesso conduce / a soddisfare le proprie voglie / senza indagare se il concupito / ha il cuore libero oppure ha moglie.
Come se non bastasse, ha fatto anche saltare alcuni equilibri diciamo "prestabiliti", dato che solitamente solo gli interessati sanno del concorso (pur essendo visibile al pubblico come tutti i concorsi pubblici; ma nessuno va mai a cercarli).
E fu così che da un giorno all'altro / bocca di rosa si tirò addosso / l'ira funesta delle cagnette / a cui aveva sottratto l'osso.
Morale della favola: il lungimirante dipendente pubblico ha "sfidato il sistema" perché è in una posizione in cui non rischia praticamente niente se non occhiatacce. Il ragazzo invece ha peccato di ingenuità, non immaginando che cosa ci fosse dietro un apparentemente innocuo e insignificante concorso pubblico.
Se non altro, fortunatamente per lui, non ci saranno gendarmi ad accompagnarlo alla stazione.

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