lunedì 7 novembre 2011

Yes I love the international environment and balle varie

Poco più di un anno fa mi era stato proposto di entrare in un programma – di cui non farò il nome – nella mia università, dalla presentazione altisonante, che avrebbe comportato un certo impegno ma con benefici consistenti. L'immancabile trabocchetto era che bisognava passare una rigorosissima¬ selezione in cui metà dei candidati – studenti di diverse facoltà, tutti con medie abbastanza alte – sarebbe stata mandata a casa.

Dopo la "lettera motivazionale" (che per me è stata un parto plurigemellare) bisognava fare un colloquio individuale – in inglese – con il responsabile di questo progetto.
Nella sala d'aspetto c'erano una trentina di ragazzi, nessuno dei quali era veramente motivato a unirsi per amore del progetto o dei suoi corsi, e alcuni non erano nemmeno delle cime (ma questo magari lo dico solo per cattiveria). Quasi nessuno, inoltre, aveva la più pallida idea di quali fossero i corsi, che era una delle cose che venivano chieste al colloquio, nella forma di un ruffianissimo "Quale dei nostri corsi ti ha incuriosito di più?". Io, modestamente, una letta al programma me l'ero data, così ho potuto sparare un paio di titoli a caso.

Il resto del colloquio sembrava promettente. Mi sono sentito perfino quasi a mio agio, quando in risposta a una domanda ho detto che non avevo intenzione di andare all'estero all'ultimo anno – cosa che sapevo non essere vista di buon occhio, perché rischiava di interferire col programma.

Risultato: non sono stato preso. (Altrimenti non sarei qui a lamentarmene.) Eppure la lettera motivazionale era da A+, come ho visto sul foglio che c'era sulla scrivania dell'esaminatore, e la mia media era delle più alte. Non saprò mai il vero motivo della mia esclusione, il che aggiunge frustrazione alla frustrazione. Posso solo azzardare qualche ipotesi, dopo mesi e mesi che mi ci sono arrovellato.
Forse mi sono esposto troppo quando ho detto che i titoli dei corsi secondo me non erano abbastanza rappresentativi del contenuto (in realtà stavo pensando che i corsi facevano pisciare il culo, ma questa parte non l'ho data a vedere); forse sono sembrato superficiale quando ho lasciato intendere che la maggior parte del mio entusiasmo fosse per le lezioni in inglese e per l'"ambiente internazionale".

Forse – ed è più probabile – non ho leccato abbastanza diligentemente il culo. Correggetemi se sbaglio.

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